www.fomentamarina.it
La linea Fomenta Marina® nasce nel 1985 con un 1° brevetto nazionale depositato nel 1988. L'ambizioso progetto di utilizzare la ricerca geologica per finalità terapeutiche ha portato allo sviluppo dei minerali Vulcanici Bioattivi "a pronto effetto". Geomedical, attraverso la linea Fomenta Marina®, vuole portare un eccezionale contributo al mantenimento del benessere funzionale nell'uomo, con un insieme di studi scientifici orientati alla ricerca delle capacità curative possedute dal mondo inorganico, integrale, multifattoriale, non contaminato. L'idea di utilizzare le rocce vulcaniche ai fini applicativi nasce nel 1985, frutto di una stretta collaborazione tra il Biologo Dott. Mauro Fanelli e l'istituto di Scienze della Terra dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Se quest'ultima aveva l'interesse di effettuare un insieme di trivellazioni atte ad individuare dei giacimenti idonei al settore ceramistico (Sassuolo), il Dott. Mauro Fanelli iniziava a classificare i vari campioni prelevati in virtù delle specifiche prerogative chimico fisiche e bioenergetiche. Da questa collaborazione nasce uno studio approfondito del bacino vulcanico del Lago di Bolsena con circa 60 trivellazioni effettuate fino ad una profondità di 30 m. Sono state classificate oltre 700 campioni di rocce vulcaniche differenti, alcune delle quali per composizione, combinazione e caratteristiche esclusive del nostro bacino lacustre.
I presupposti analitici (C.S.C., Potenziali OX/REDOX, parametri meccanici, elettromagnetici, ecc.) hanno consentito di individuare gli originali impieghi applicativi. Analogo approfondimento è avvenuto per selezionare le acque vulcaniche sorgive più idonee da impiegare nella formulazione dei preparati (rocce e acque vulcaniche = formulazioni 100% inorganiche). E' stato pertanto necessario classificare tutte le sorgenti di acqua adiacenti i giacimenti dei minerali in quanto, sin dalle prime sperimentazioni è risultato evidente che selezionate varietà di rocce vulcaniche (diagenetiche e metamorfiche) assumevano particolari caratteristiche applicative se addizionate ad opportune acque minerali naturali sorgive. La varietà delle acque disponibili ed utilizzate è pressoché infinita: solfato alcalino terrose, magnesiache, acido carboniche, ferrugginose, ecc. La componente idrica risulta indispensabile per raggiungere quei livelli di dinamizzazione (ionizzazione) idonei al raggiungimento dei potenziali ossido riduttivi ed elettromagnetici. Dopo aver documentato per anni la validità delle formulazioni in ambito fisioterapico e riabilitativo, Fomenta Marina® ha ottenuto nel 2009 il riconoscimento di Dispositivo Medico di classe I, per il trattamento delle degenerazioni articolari.
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Le acque termali
L'acqua è elemento imprescindibile per la vita sulla superficie terrestre, ed è anche elemento fondamentale per l'evoluzione della vita sotto la terra. Grazie all'acqua le varie specie minerali possono venire a contatto tra loro, scambiandosi elementi e accelerando i processi di evoluzione in corso. Per merito della natura porosa delle rocce vulcaniche, l'acqua delle piogge riesce ad infiltrarsi e a scendere in profondità all'interno della crosta terrestre, andando a raggiungere zone ad elevate temperature. Grazie al calore del magma sottostante le acque calde diventano termali sciogliendo i minerali presenti nel sottosuolo, si arricchiscono di elementi, per poi ritornare in superficie dalle sorgenti, dopo un periodo di circa 50 anni. Per comprendere la portata di questo fenomeno, basta pensare che le normali acque di superficie impiegano solo 2 anni per completare il loro ciclo.
E' durante il suo periodo di permanenza nel sottosuolo che l'acqua termale, arricchendosi fortemente di componenti minerali che non potrebbe altrimenti incontrare in superficie, assume caratteristiche esclusive per il mantenimento della vita e per il benessere degli esseri viventi. Il Dott. Fanelli negli anni si è specializzato nella preparazione di cosmetici e dispositivi medici formulati con acque termali sorgive. Questa filosofia e tecnologia permette di ottenere dei preparati di superiore qualità, in quanto le acque utilizzate sono ricche di minerali e oligoelementi preziosi.
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Geofagia
Dal greco gè = terra e phagein = mangiare, la geofagia non è solo un comportamento anomalo che si osserva nei bambini, ma una vera e propria usanza alimentare e terapeutica che viene tuttora praticata in molte popolazioni primitive. Dalle coste della Guinea all'Isola di Giava, dalla Nuova Caledonia alle tribù Indios, dalla Siberia al Caucaso, gran parte delle popolazioni si nutrono di rocce di derivazione vulcanica "friabili" prelevate dall'ambiente circostante (quelle dure, o inerti, non hanno valore alimentare in quanto non sono "concepite" per cedere le componenti minerali). Singolare esempio il "Su pan'ispeli", antico pane del quale si nutrivano le popolazioni sarde menzionato da Plinio Il Vecchio (23-79 d.C.), descritto come: "Pane di ghiande impastato con argilla" con lo scopo di ridurre l'amaro e l'effetto sgradevole della farina rendendola commestibile grazie alla capacità del minerale siliceo di assorbire le componenti tossiche (tannini).
Alcuni dei molteplici esempi documentabili di quanto la "Geologia medica" (Geofagia) sia capace di produrre una serie di opportunità medicali, qualora venissero finalmente riconosciute le sue grandi doti, anche di supporto alle terapie convenzionali per migliorarne l'efficacia e contenerne gli effetti collaterali, locali e sistemici. L'intento rivoluzionario di somministrare per os Zeoliti Italiane, appartiene ad una cultura medica innovativa ed antesignana, certamente non retrograda e dall'alto valore etico scientifico, frutto di avanzate e pionieristiche ricerche chimico-fisiche, proiettate allo studio delle molteplici peculiarità salutistiche e terapeutiche delle combinazioni minerali di diagenesi vulcanica. Questo straordinario approccio culturale merita uno spazio ben definito nelle materie scientifiche di insegnamento universitario, per la spiccata ed insostituibile valenza medico applicativa (Geologia medica).
L'innovativo progetto terapeutico: ricorrere alla natura inorganica ed incontaminata per ripristinare, senza controindicazioni, gli alterati equilibri biologici conseguenti a tossicosi endogene e noxae ambientali.